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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Gli attacchi di panico sono pericolosi?

Spesso mi viene fatta questa domanda, ossia se gli attacchi di panico sono pericolosi.
Per prima cosa dobbiamo capire cosa la persona intenda con pericolosi. Se si intende "possono portare alla morte", la risposta è ovviamente negativa. Gli attacchi di panico non possono provocare la morte. Anzi, diciamo che molto spesso è proprio questa paura a scatenare l'attacco di panico, quindi "la paura di morire", è più la causa dell'attacco di panico e non una conseguenza.
Molti temono che il cuore cha batte a mille a causa di un attacco di panico, possa portare a un infarto. Per prima cosa, l'infarto è un'altra cosa e si rimanda ad altri articoli più specifici cosa è un infarto. Secondo, se il cuore che batte a mille, può portare a un infarto, dovremmo avere centinaia di migliaia di decessi al giorno. Infatti morirebbero quasi tutti gli sportivi, tutti quelli che fanno un'attività fisica e anche quelli che salgono le scale a piedi. Questo non avviene, …

Cosa sono gli attacchi di panico e alcuni consigli per gestirli e curarli

ATTACCHI DI PANICO
Chi soffre di attacchi di panico, avverte una sensazione di imminente morte, sente che sta per impazzire, perdere il controllo di se stesso o della situazione.
L'attacco sembra arrivare cosi all'improvviso e senza un apparente motivo, ma in realtà c'è sempre una causa che lo giustifica.
Questa causa è da ricercare nei pensieri che spesso si agitano un attimo prima dell'attacco.
Il segreto per imparare a gestirli, fino a eliminarli totalmente, sta nell'identificare questi pensieri, valutandone la REALTA'. Infatti, molti di questi pensieri sono falsi, ma la persona li tratta come dei pensieri reali e finisce per spaventarsi in maniera esagerata.
Per fortuna dagli attacchi di panico si esce con relativa semplicità. Già dopo pochi incontri di psicoterapia, molte persone riferiscono una netta diminuzione degli attacchi di panico e dell'ansia associata.
Dott Antonio Fabozzi
Psicoterapeuta
Studio Saviano (Na)

Parliamo di ansia e depressione come gestirle con un approccio rapido specifico ed efficace

ANSIA E DEPRESSIONE.
E' questo un buon periodo per parlare di "depressione e di ansia. E' un buon periodo perché finalmente la gente ha capito che venirne fuori è piuttosto semplice o almeno lo è molto più che in passato.
Fino a 15- 20 anni fa, le terapie era lunghe e spesso inefficaci. Per fortuna, oggi, assistiamo a terapie sempre più rapide. Infatti è anche possibile agire sui disturbi psicologici in maniera "chirurgica", ossia lavorare solo su certi aspetti, su cui il p...aziente ci chiede di lavorare. In breve, è sempre il paziente a fare la propria scelta. Si può lavorare o sull'intera personalità o anche in maniera specifica solo su alcune problematiche. Tutto dipende dagli obiettivi che si vogliono ottenere.
L'importante è non trascurare i primi segni di disagio, perché come tutte le cose, il tempo non fa che peggiorare la situazione...
Dott Antonio Fabozzi
Psicologo-Psicoterapeuta
Studio di Psicoterapia Fabozzi Saviano (Na)

Soffro di ansia d'esame. Come superarla?

ANSIA D’ESAME
L’ansia d’esame può essere gestita, ma per farlo bisogna sapere alcune cose fondamentali. E’ inutile passare notti insonni soffrendo di nausea, mal di testa, ritardando di anni il meraviglioso giorno della laurea.
Per Info puoi chiamare al 328 71 09 932 Studio di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
Dott. Antonio Fabozzi
Provincia di Napoli (Saviano)

Da che età i bambini iniziano a provare emozioni?

CURIOSITA' IN PILLOLE....
Quando i bambini iniziano a provare emozioni?
NEL PRIMO MESE DI VITA, quando i nostri bebè urlano e piangono e poi subito dopo ridono....ma a cosa pensano? MA PENSANO?! ;)
 Il pianto e il sorriso in questa fase non sono ancora “sociali” (cioè, non comunicano INTENZIONALMENTE qualcosa a qualcuno), pertanto non sono segnali di un’emozione provata.
--> Per dire che un bambino prova un’emozione non serve solo la reazione fisiologica ed espressiva, è necessaria una valutazione cognitiva dello stimolo.
Per provare un’emozione serve: capacità di anticipare gli eventi, acquisire consapevolezza di sé e degli altri, intenzionalità.
QUESTA SI RAGGIUNGE DOPO I 2 MESI DI VITA. Solo dopo questo periodo possiamo dire che i nostri bebè, provano una vera e propria emozione, quasi come la proviamo anche noi adulti.

Dott Antonio Fabozzi
Psicoterapeuta
Saviano (Na)
Tel 328 71 09 932