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Lo stress


Il termine “STRESS”, in senso rigorosamente fisiologico, è stato usato da Selye per definire una “reazione non specifica del corpo a una qualsiasi richiesta che gli viene fatta”. Questa definizione pur evidenziando una delle componenti dello stato emotivo, cioè l’attivazione fisiologica determinata dall’intervento del Sistema Neuro-Vegetativo, non appare sufficiente. Essa non evidenzia, infatti, la componente cognitiva del soggetto, il cui ruolo è mirato alla valutazione delle situazioni-stimolo che provocano l’emozione. La risposta emotiva o il comportamento motivato si caratterizza per due aspetti: una componente fisiologica e una componente cognitiva. La prima fornisce all’organismo la quantità d’energia per fronteggiare gli “stressor”, o agenti stressanti, (sembra, ad esempio, che siano necessarie grandi secrezioni di ormoni corticosurrenali al mantenimento di stati emotivi prolungati o di reazione prolungata allo stress) mentre la seconda finalizza il comportamento, in base alle informazioni o opinioni che il soggetto possiede, in una direzione piuttosto che in un’altra. La reazione allo stress può, quindi, essere definita come una reazione dell’organismo mirata ad evitare o ad affrontare stimoli avversivi, reali o percepiti come tali (funzione adattiva). Tale reazione, tuttavia, in alcuni casi può divenire disadattiva quando lo stato di attivazione è così intenso e persistente da produrre, a livello cognitivo, una disarticolazione delle funzioni complesse e, a livello organico, un’alterazione delle funzioni fisiologiche tale da sviluppare un disturbo psicosomatico.

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