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Tolleranza e Assuefazione Condizionata: L’effetto Ambiente PARTE 2
Antonio Fabozzi*; Francesco Cassese*
*Psicologo Clinico (Indirizzo Cognitivo-Comportamentale)
*Dirigente Medico - Psicoterapeuta Sert Pomigliano

Premessa
Il presente lavoro vuole essere un contributo relativo ad un fenomeno conosciuto forse da sempre, eppur in letteratura, è costantemente poco considerato: “La tolleranza Condizionata”. La tolleranza condizionata la potremmo definire come una risposta “psico-fisiologica complessa e globale” ad una sostanza psicotropa, tenendo presente sia gli elementi fisico-chimici della sostanza in sé, sia della situazione nella quale tale sostanza viene assunta. In breve: tenendo costante il dosaggio della sostanza, ciò che sembra fare la differenza è lo Specifico contesto in cui viene assunta la sostanza; pertanto “il fattore contesto”, appare determinante per gli effetti della droga stessa.

Parole chiavi: Tolleranza, Assuefazione, Assuefazione Condizionata, Tolleranza condizionata, Dipendenza, Condizionamento Pavloviano.


Tolleranza e Assuefazione Condizionata

Normalmente quando vengono assunte delle droghe, o anche dei farmaci, queste sostanze, producono delle risposte fisiologiche all’interno dell’organismo che compensano le alterazioni indotte dalle sostanze stesse. Queste risposte sono ovviamente delle risposte incondizionate, dal momento che sono proprio la conseguenza diretta della sostanza. Tuttavia accade che dopo alcune associazioni droga con gli stimoli ambientali, viene elicitata una risposta compensatoria dell’organismo anche quando sono presenti solo gli stimoli ambientali. Questa risposta di compensazione condizionata genera lo sviluppo della tolleranza agli effetti della sostanza (Ramos, et al. 2002). Quindi, abbiamo il “Fenomeno della tolleranza condizionata”, quando il contesto -o meglio i fattori ambientali presenti al momento dell’assunzione della sostanza-, associandosi ripetutamente alla somministrazione della sostanza stessa, finiscono per provocare delle risposte condizionate di compensazione (condizionamento classico di Pavlov), grazie alle quali l'organismo è "già preparato" ad assumere la sostanza (Siegel et al 2002); tuttavia, ed ovviamente, questa risposta condizionata di compensazione, si oppone con sempre maggiore efficacia agli effetti incondizionati della sostanza stessa, inducendo in questo caso "un'assuefazione contesto-specifica" (Pinel 2000). Il contributo dei fattori contestuali associati alla sostanza sono stati studiati attraverso l’analisi del condizionamento Pavloviano (Vedi recensioni Dworkin, 1993; Ramsay & Woods, 1997; Siegel, Baptista, Kim, MacDonald & Weise- Kelly, 2000).
 
Contatto Fb --> Dott Antonio Fabozzi (Psicologo Clinico)
Studio di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale Saviano Na. Per appuntamenti Tel 328 71 09 932
E-mail fabozzi-antonio@alice.it

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