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COME SMETTERE DI FUMARE

In Italia c'è un cospicuo numero di persone -fumatori attivi-, che pur volendo togliersi il vizio del fumo, appaiono come imbrigliate in un qualcosa che non le appartiene più. Da piacere, il fumare diviene dolore. L'uomo schiavo di se stesso...

Alla base della dipendeze da fumo ci sono innumerevoli cause; queste cause le possiamo distinguere in :

  1. Cause Predisponeti
  2. Cause Precipitanti
  3. Cause di Mantenimento
Con le prime ci riferiamo a quelle cause di ordine biologico, psichico e sociocultirale, che favoriscono l'acquisizione di abitudini dannose derivante da un qualcosa di "pregresso", di "storico". Tale può essere ad esempio il provenire da una famiglia di forti fumatori, ove si è sempre respirato "aroma" di tabacco fin dalla nascita e spesso anche prima. Alcuni studi riferiscono che addirittura il feto, avrebbe delle preferenze per alcuni stimoli, come ad esempio la voce della madre o una dolce musica. Pertanto,non è impossibile considerare che il percepire il fumo sin dal grembo materno, funzioni come un imprintig, per il successivo comportamento deleterio e la dannosa abitudine del fumo.

Le cause precipitanti invece sono quelle che in un dato momento storico, favoriscono l'acquisizione di abitudini errare. Ad esempio, l'adolescenza, accompagnata dal forte desiderio di diventare grandi, di emulare gli adulti, di "essere fichi", rappresenta di certo un fatore di alto rischio, che può far "precipitare", e quindi facilitare l'apprendimento del vizio del fumo nei ragazzi.

E poi ci sono le cause di mantenimento, ossia tutti quei fattori che determinano uno stabilizzarsi del vizio del fumo e che, finchè vi è la loro presenza, togliersi il vizio del fumo, non è difficile...bensì impossibile.
 




I risultati di diversi studi presi in considerazione dagli autori, hanno indicato il ruolo determinante dei fattori contestuali rispetto alla tolleranza condizionata:
- aumento dei sintomi di astinenza
- aumento del rischio di recidiva quando il tossicodipendente si trova nuovamente a contatto con i fattori contestuali associati alle precedenti assunzioni della sostanza. (A.Fabozzi, F.Cassese 2012)

Questi dati hanno indotto gli autori a prendere in considerazione i fattori contestuali nel momento della riabilitazione. Infatti, accanto alla procedura della disintossicazione effettuata, risulta indispensabile un programma di intervento individuale che attraverso una precisa e puntuale valutazione del paziente, miri a decondizionare in ogni singolo e specifico caso la risposta di compensazione dell’organismo di fronte ai fattori contestuali presenti nell’ambiente.
Eliminando l’associazione “fattori contestuali e risposta di compensazione dell’organismo”, l’esposizione ai fattori contestuali non produrrà più sintomi dell’astinenza e quindi nemmeno la ricerca della sostanza per ridurre i “sintomi”.

BIBLIOGRAFIA

FABOZZI A., CASSESE F. (2012) " Tolleranza e Assuefazione Condizionata: l’effetto Ambiente" Mission 34 pp 20-24.
PER VISIONARE L'ARTICOLO COMPLETO SCARICALO GRATIS QUI
http://www.federserd.it/mission.php  NUMERO 34

 



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