Passa ai contenuti principali

LE EMOZIONI POSITIVE E LA GUARIGIONE

Dopo l’evidenza empirica, ora, diversi studi clinici, indicano che le emozioni positive giocano un ruolo di primo piano sulla salute delle persone. Al tempo stesso, di converso, per mantenere uno stato di salute ottimale, le emozioni negative, andrebbero “dosate con il contagocce”. Se ieri ci trovavamo a dire: “il tempo guarisce ogni ferita”, ora potremmo dire che, oltre al semplice passare del tempo, si guarisce meglio e più in fretta se questi momenti sono colmi e traboccanti di gioia e di felicità. Psicologi e medici, hanno capito che una gastrite, una forte emicrania o anche un semplice mal di denti, sono portatori di tutta una serie di emozioni negative, quali tristezza, umore depresso e vissuti negativi, i quali non fanno altro che allungare sensibilmente i tempi di guarigione. In un recentissimo lavoro, Barak Y. e Achiron A. dello Sheba Medical Center di Tel-Aviv, Aprile 2009, hanno ipotizzato che uno dei parametri di riferimento per indicare se una persona è sana o meno, potrebbe essere proprio lo stato di felicità. Infatti -continuano gli studiosi- “la felicità fornisce una panoramica attendibile sullo stato di salute di un paziente, e lo stesso grado di felicità, sembra essere correlato anche al grado di successo lavorativo, sociale e sportivo”. Diciamo che è un po’ un’espansione scientifica, della sempre-verde locuzione latina “ Mens sana in corpore sano”. Con tutta probabilità, dinanzi agli stessi eventi stressanti della vita, la persona felice vi risponde meglio e in modo più energico, la qual cosa, influirà positivamente sui correlati neurobiologici ad essa associati. Quindi, è utile ricordare sempre che il nostro benessere psicologico, ci fa vivere meglio, permettendoci di ammalarci il meno possibile e al contempo di guarire di qualsiasi malattia molto più rapidamente. La consulenza psicologica oggigiorno, viene consigliata in tutti quei casi di malattia, in cui la salute psicologica del paziente risulta essere determinante per la guarigione completa. Infatti, ad esempio, il paziente che soffre di disturbi cardiaci, o che ha avuto un infarto, sempre più spesso vive con ansia e preoccupazione tutti i giorni -pardon-, tutti i momenti della sua vita. Questi pensieri incessanti negativi -legati alla paura di morire con un infarto-, insieme a tutto il corredo di emozioni negative ad essi associati, non fanno altro che peggiorare la situazione. E’ per questo che per pazienti con disturbi cardiaci o che hanno avuto anche singoli problemi di natura cardiovascolare, accanto alla classica terapia farmacologica, è utile associare anche una richiesta di visita psicologica fatta allo specialista psicologo/psicoterapeuta. A livello scientifico, la felicità a differenza della tristezza e della depressione, ha goduto in passato di un’attenzione minore. Infatti, il ruolo dello stress nell’influenzare negativamente l’organismo è ben documentato in letteratura scientifica. Sono ormai svariati gli studi che indicano che l’asse ipotalamo-ipofisi-ghiandola surrenale, ha un ruolo di primo piano in tantissime malattie psicosomatiche. Nello specifico è il cortisolo -definito anche ormone dello stress-, ad agire in maniera complessa e deleteria sulla salute della persona. Gli studi riguardanti l’effetto nocivo e patogeno delle emozioni negative sull’organismo umano, hanno però permesso di focalizzare l’attenzione sull’aspetto contrario, o forse varrebbe la pena dire “complementare” del discorso: la felicità. Con tutta probabilità oggi, si è ancora legati a un concetto di felicità di “stato”, ossia come a una condizione passeggera e fluttuante - come l’ansia, del resto-; eppure, considerare la felicità come un qualcosa di più stabile, porterebbe ad arricchire lo stesso processo di presa in cura di una persona malata, prendendo in considerazione anche la sua salute psicologica. Si potrebbe passare ad una nuova concezione di malattia, più complessa e dinamica, che miri a un rapporto medico-paziente del tutto nuovo e particolare, mirato sempre più a una presa in cura della persona nella sua totalità/unità biologica-psichica-sociale. Tuttavia, uno degli ostacoli da superare sia nella ricerca scientifica, che nell’attuazione clinica, è proprio la definizione e l’operazionalizzazione del concetto di felicità, essendo tale concetto, un qualcosa caratterizzato da una certa soggettività e variabilità interindividuale. Proprio queste sue caratteristiche intrinseche, hanno forse causato un ritardo in una sistematica concettualizzazione teorica prima e clinica poi. Eppure gli effetti delle sostanze rilasciate dal cervello dopo una risata -le cosiddette endorfine interne-, potrebbero rappresentare dei validi indicatori del grado di felicità, ma sicuramente non le uniche. Queste sostanze sono in grado di ridurre il dolore, funzionano un po’ come un anestetico naturale, aiutando l’organismo a rispondere più efficacemente a uno stimolo esterno. E cosi, anche se la ricerca sul rapporto felicità e salute, è appena iniziata, ha tutta l’area di un fantastico e avvincente viaggio, verso un qualcosa non solo di nuovo e affascinante, ma anche di estrema utilità sociale. Pertanto, in attesa di maggiori evidenze scientifiche che confermino quest’altro aspetto della salute dell’uomo, possiamo affermare tranquillamente, che nella vita è importante essere felici, anche perchè un sorriso, può fare molto di più di quanto immaginiamo.

Dott. Antonio Fabozzi
Psicologo Clinico (Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale)

Commenti

Post popolari in questo blog

PRENDITI CURA DI TE E IMPARA A VOLERTI BENE

ANSIA, DEPRESSIONE E ATTACCHI DI PANICO....Stop! 
Da oggi si cambia e si migliora! 

Sono i pensieri ad essere il vero problema. Se li modifichi puoi cambiare tutta la tua vita e dargli finalmente la direzione giusta.
Non è difficile cambiare...
Ma c'è bisogno di allenarsi per farlo.
Ti insegno come fare e resterai meravigliato di quanto in realtà fosse semplice.

Prima Incontro Gratuito per i fan della Pagina Facebook Ufficiale. 
Pagina Facebook: Dott Antonio Fabozzi Psicoterapeuta 

Riceve a Saviano (Napoli), Roma, Trieste.
Contatti: Telefono 328 71 09 932
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/dottantonio.fabozzi?ref=hl

(E' possibile per casi gravi prenotare una visita domiciliare)

Guida pratica destinata ai genitori per l'educazione dei propri figli

Sei un #genitore in preda ai capricci del tuo #bambino?
Dietro un "#capriccio" vi è sempre un significato.
Il mio manuale "Genitori Help", è una guida pratica ove sono raccolti consigli pratici per aiutare i genitori nell' #educazione del proprio bambino.
Il tutto corredato da esempi chiari e concreti.
Puoi prenotare sia la versione cartacea, sia formato e-book, in pdf.
Per info commenta, invia  un messaggio o contatta telefonicamente.

Dott. Antonio Fabozzi
Psicologo e Psicoterapeuta

Pensieri nel dormiveglia

Nelle madide notti, tra il buio più nero della pece e il dormiveglia che ti fascia come un lenzuolo, sovente scorgi dei pensieri leggeri e vacui; pensieri scaltri ed altri blandi, eppure in ciascuno di questi pensieri vi sono nascoste delle insondabili verità. Solo nel dormiveglia il nostro Io, riesce a farle uscire di tanto in tanto. E' probabile che la coscienza si spaventerebbe di fronte al con...tenuto di questi pensieri. Jung ad esempio parlava in questo caso di una forma di pensiero "non indirizzato", in cui il linguaggio sarebbe poco logico, eppur ricco di contenuti importanti e significativi appartenenti alla vera essenza della persona. Conoscersi potrebbe voler dire, scandagliare tali contenuti; il problema è che tali pensieri sono effimeri, perchè nel momento in cui si cerca di coglierli, il pensiero diventa "indirizzato" e quindi non più fluido, e naturale; è per questo che tali pensieri sono ad oggi, ancora poco conosciuti e poco studiati. Ma quanta…