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COME GESTIRE I COMPORTAMENTI PROBLEMA 2

AUTISMO E COMPORTAMENTI PROBLEMA
Una piccola guida Parte2

Nel precedente articolo abbiamo parlato dei comportamenti-problema, ovvero dei comportamenti messi in atto dal bambino -affetto da una disabilità- che non sono funzionali, spesso sono a-finalistici ma soprattutto sono pericolosi per se stesso e per gli altri.
Parlare di comportamenti-problema e della loro gestione, è un qualcosa di estremamente complesso, dal momento che non esiste "il Comportamento-Problema", ma esistono sicuramente "I Comportamenti-Problema", i quali ovviamente vanno letti e studiati entro quella specifica realtà e in quel bambino, ma soprattutto in quel dato contesto.
Tuttavia cerchiamo di focalizzarci solo ed esclusivamente sulle questioni di ordine pratico, dal momento che di teoria se ne fa fin troppa; quello che manca al giorno d'oggi, sono delle guide, che indicano -almeno in linea di massimo-  ai genitori cosa fare quando il loro ragazzo agisce dei comportamenti non adeguati o addirittura pericolosi.

Allora la scheda A, B, C, come anticipato nel precedente articolo ci serve per osservare il comportamento oggetto di indagine ove con "comportamento oggetto di indagine" ci riferiamo a quel comportamento che è pericoloso, sia per il bambino sia per chi è vicino al bambino.
Facciamo un esempio:

Luca un bambino di 9 anni, affetto da autismo, è seduto in cucina a sfogliare la sua amata rivista di automobili, quando all'improvviso si mette ad urlare e mordersi con forza e veemenza la mano, che in breve sanguina sotto gli occhi atterri della mamma. Non è la prima volta che avviene, eppure è un qualcosa di "inspiegabile". Il nostro obiettivo in casi come questi, non deve essere nel modo più assoluto iniziare ad interpretare: Secondo me lo fa perchè ha visto un'auto troppo bella e vorrebbe averla...ma no forse ha visto l'auto del nostro vicino che gli sta antipatico....ma no, ha visto l'auto che ci stava investendo ieri sera vicino al parco. Capirete sin da subito che con questo tipo di atteggiamento e modus operandi non si va da nessuna parte e il povero Luca e la povera mamma vivranno sempre più spesso una situazione simile.

Ma allora che si fa in questi casi?

Ecco che ci viene in aiuto la nostra cara Osservazione e Scheda A B C. Vediamo come si procede all'utilizzo dell'A,B,C, in un caso di autolesionismo

A =  Luca è seduto sulla sedia sfoglia la rivista di auto, ha voltato nove pagine, si sofferma per 5 secondi circa su quella pagina(mentre le altre le sfoglia velocemente), in quella pagina c'è un'auto rossa in un parcheggio pieno di auto blu
B =  L. inizia a mordersi con forza la mano destra, sempre la stessa
C = Getta la rivista per terra, la mamma la raccoglie e gliela restituisce; Luca emette un grido, si dimena e continua a mordersi; la madre impaurita posa la rivista e cerca di calmarlo, abbracciandolo e accarezzandolo sul volto e sembra funzionare....

Capirete subito che solo in questo modo è possibile quantomeno studiare nel dettaglio quel particolare comportametno problema. Questa Scheda e questo tipo di osservazione viene definita "Analisi Funzionale", ossia l'analisi - lo studio-, di una catena comportamentale per rintracciare i collegamenti tra l'azione e quello che viene prima e dopo quella determinata azione.

Un altro esempio di analisi funzionale per un altro tipo di comportamento problema, in questo caso, aggressività Eterodiretta

A = Paolo 11 anni, sta giocando e nella sua stanza dei giochi c'è anche il fratellino minore; giocano indipendentemente l'uno dall'altro solo raramente il loro sguardo e le loro azioni si incrociano; il piccolo di tanto in tanto "ruba", la scatola rossa delle costruzioni; sullo sfondo una tv accesa con dei cartoni.
B = Paolo, si avvicina al fratello minore e gli da una serie di spintoni, prendendolo per la maglietta
C = Il piccolo inizia a piangere a dirotto, accorre la mamma che non ha visto la scena, prende in braccio il piccolo, spegne la t.v., e va via portandosi il figlio minore in cucina. La situazione si placa...

Per ora è questo il nostro compito, osservare e imparare a fare bene le analisi funzionali; studiare bene i comportamenti dei nostri bambini; metaforicamente, dobbiamo studiarli al microscopio, guardare tutto quello che c'è intorno a loro e segnarlo, scriverlo nelle rispettive colonne.

Lo so che si scalpita per avere delle soluzioni e per passare all'intervento, ma è un qualcosa che viene sicuramente dopo.
Quindi la regola d'oro per fare un intervento sui comportamenti problema è fare una corretta e precisa analisi funzionale.

Dott Antonio Fabozzi Psicologo
Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
Contatti 328 71 09 932

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